Caro fratello (Oniisama e...)

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Riyoko Ikeda, ovviamente, non è solo Le Rose Di Versailles. Dopo quel capolavoro che tutti conosciamo, nel 1975 uscì Oniisama e... , da noi conosciuto come Caro Fratello.
Stavolta la storia è ambientata ai giorni nostri, e la protagonista, Nanako Misonoo, è la ragazza della porta accanto che si prepara a frequentare le superiori nel prestigioso istituto femminile Seiran, dove impera un'associazione tutta al femminile denominata Sorority, composta dalle ragazze più ricche e altolocate.
La vita di Nanako verrà sconvolta dall'incontro con tre donne tanto belle quanto complesse: Saint.Just, Lady Miya e Kaoru, l'una diversa dall'altra ma legate tra loro.
Nanako confida tutto quel che le succede in una fitta corrispondenza con un “fratello” che in realtà non è tale, in quanto si tratta di un supplente che incontrò alle medie e con cui sentì subito un legame particolare.
Questo deliziosa manga, che si sviluppa in soli due volumetti (o quattro a seconda dell'edizione, in ogni caso è una spesa sostenibilissima), è stato adattato in un anime di 39 episodi doppiato anche in italiano.
Anime e manga sono interscambiabili, sono molto simili a parte alcune sottigliezze e il finale (la differenza maggiore).
Le differenze princupali sono:
ñ     il finale
ñ     la causa della morte di Saint-Just
ñ     l'approfondimento del personaggio di Lady Miya
ñ     l'approfondimento del rapporto tra Nanako e Tomoko
Oniisama e... affronta il delicato momento di passaggio all'età adulta con incredibile sensibilità, intelligenza e realisticità: ci si affeziona ai protagonisti perché i loro dolori sono veri, sono i dolori della vita, non si tratta di personaggi stereotipati. Il tutto è visto da una prospettiva palesemente femminile, che mi porta a consigliare quest'opera a ragazze di tutte le età. Io non la definirei né shojo né shojo ai, più che altro è simile a un romanzo di formazione.
Tutti i personaggi femminili hanno i loro lati affascinanti, ma inevitabilmente su tutte spiccano le tre che ho nominato prima, che rappresentano tre tipi diversi di donna.
Saint Just è romantica, decadente, sembra uscita dalle poesie di Verlaine che legge: è una donna devastata da una fragilità che la rende autodistruttiva e aliena rispetto al mondo che le gira intorno; la sua alienazione è aumentata dall'abuso di medicinali. In realtà l'unico mondo in cui Rei Asaka (il suo vero nome) vive è dentro se stessa, ed è questo a soffocarla. La sua stanza è desolante, tappezzata ovunque di specchi che riflettono la sua immagine. Sin dall'inizio la sua sorte ci appare segnata, in costante bilico tra la vita e la morte.
Sua sorella Fukiko (detta Lady Miya), con cui ha un tormentato rapporto, apparentemente è molto diversa: regale e orgogliosa, controlla tutto dal suo inarrivabile piedistallo. Ma in realtà anche lei nasconde una vulnerabilità terribile nell'animo, però a differenza di Rei non la esprime, anzi la esaspera sottopelle senza condividerla con nessuno, perché è talmente orgogliosa che per lei farlo costituirebbe un'onta.
Fukiko è il mio personaggio preferito (un po' le somiglio), mi è dispiaciuto che nel manga abbia meno spazio che nell'anime (dove però le fanno compiere cattiverie assurde e infantili, non solo verso la sorella ma pure nei confronti di Nanako). Lady Miya si contrappone a Rei, perché quest'ultima non è capace di nascondere il proprio dolore, si "offre” agli altri, invece sua sorella cerca il distacco  per non soffrire ed è come se recitasse una parte, distante dalla vera se stessa.
Infine c'è il principe Kaoru, tutto sommato la più normale, se non si trovasse a fare i conti con il problema peggiore. Kaoru è per lo più positiva e diretta, matura e piena di energia, tuttavia anche per lei non mancano i momenti di sconforto. Si contrappone a Rei per la grande forza interiore e la voglia di vivere.
La conclusione della vicenda non è “rose e fiori”, e questo mi è piaciuto perché effettivamente la vita non è così: i dolori non scompaiono per magia, e a volte si trascinano dietro per tutta la vita, ma l'autrice vuole spronarci ad accettarli e andare avanti come fa Nanako.
Oniisama e... è una piccola perla preziosa, e ovviamente i disegni della sensei sono bellissimi. Le vicende nel manga sono forse un po' troppo condensate, mentre nell'anime – sul quale non ho nulla da ridire perché è un adattamento degno di questo nome – si dipanano con più calma.
Riyoko Ikeda ha voluto rendere vera protagonista di quest'opera la vulnerabilità femminile, che è sì la nostra debolezza, ma anche la nostra forza e il nostro fascino.
Voto all'anime e al manga: 10



La moda delle protagoniste
Nel manga, particolare attenzione è dedicata agli abiti delle protagoniste (lo stesso non si può dire dell'anime, purtroppo). A me sono piaciuti molto e si vede che la sensei ha gusto nel disegnare bei vestiti per i suoi personaggi, perciò mi sembrava carino scrivere una piccola guida ai loro look:
Lo stile "nobile" di Saint Just: Rei ama indossare camice romantiche con jabot e rouches a profusione, che di solito abbina a giacche che le conferiscono un'aria mascolina. Non disdegna fiocchi e cravatte, e si veste esclusivamente di bianco e nero
Lo stile "principesco" di Lady Miya: impossibile vederla con i pantaloni (eccetto quando deve fare equitazione): Fukiko ama esprimere la propria femminilità portando gonne lunghe che abbina sempre con camice eleganti. Alle quali spesso abbina un cerchietto per capelli nello stesso motivo o colore.
Lo stile "mascolino" di Kaoru: il principe Kaoru rispetto alle altre ha un look più casual e sportivo (infatti è una grande appassionata di sport). Veste spesso camicie dal sapore un po' country e non porta quasi mai gonne. Le piacciono anche maglioncini dolcevita e impermeabili.
Lo stile "lolita" di Nanako: veste per lo più abitini bon ton che arrivano al ginocchio, con colletti graziosi o particolari, impreziositi da decorazioni come nastri e merletti. Spesso questi vestiti hanno le maniche a palloncino e sono segnati in vita da una cintura

Tre gallery per Orlando

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perché una non era sufficiente! Oltre alla solita HQ, una gallery sui suoi ruoli più famosi e ovviamente la gallery più golosa (ce ne sarebbero a palate di foto sexy di lui, ho postato quelle che personalmente mi piacciono di più)

GALLERY HQ

GALLERY CINEMATOGRAFICA

SEXY GALLERY

Orlando Bloom

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Sono diventata fan di Orlando alle medie: come per il 99,9% delle sue fan, l’ho scoperto con Il Signore Degli Anelli, anche perché, prima di quel capolavoro, lui faceva soltanto teatro.
Mi dispiace molto sia per le critiche che gli sono state mosse nel corso della carriera, come ad esempio che sia bravo unicamente nei film in costume, sia per il fatto che negli ultimi anni non abbia avuto molte proposte lavorative… ora è un po' tornato alla sua passione originale, dato che attualmente ha trionfato a Broadway con una moderna versione di Romeo e Giulietta. In realtà, forse gli è mancato quel ruolo che gli doveva permette di fare il fatidico passo da idolo delle teenager ad attore apprezzato. Orlando Bloom è bellissimo, è vero, ma questo non è un buon motivo per screditarlo come attore. Quelle critiche sono infondate, non solo perché oggi i blockbuster hollywoodiani sono pieni fino alla nausea di esordienti che recitano coi piedi (e sono stata buona) cui per di più sono affidate parti da protagonisti, ma anche perché Orli è un professionista, basterebbe la suddetta gavetta teatrale a provare la sua preparazione.
A ciò poi si aggiungono le sue doti personali: il suo esser un uomo a modo … a volte un po’ scapestrato. Insomma, non è il solito belloccio senza cervello, come affermano i suoi detrattori. Da qualche anno è anche diventato l’affettuoso papà di un bambino bello come lui.
Quando avevo 12 anni, la mia migliore amica era fan di Elijah Wood e io di Orlando; mi ricordo che collezionavamo qualsiasi cosa li riguardasse (allora iniziavano ad uscire articoli su di loro e cominciavano ad avere qualche informazione  in più) : sapevo tutte le parti del corpo che si era rotto Orlando e lei tutti i film di Elijah (quando li passavano in tv, dovevamo chiedere il favore a una nostra amica di registrali, dato che noi non avevamo il videoregistratore, a quell’epoca c’erano ancora le benedette cassette) e ogni giorno puntualmente si litigava su chi fosse il migliore tra i due… 
Elijah Wood è un’altra questione: è uno molto intelligente, anche un po’ nerd, ed è il classico bambino prodigio del cinema. Ecco cosa Elijah diceva di Orlando in una vecchia intervista di quegli anni:

“La prima volta che ho visto Orlando, l’ho trovato un po’ troppo inglese come persona: serio, professionale, riservato… ci vuole un po’ per conoscerlo”

Orlando invece diceva di lui che era molto timido e simpatico e che gli invidiava i magnifici occhi (che facevano impazzire la mia migliore amica).
Ma per me Orlando era sempre il migliore e ancora oggi è uno dei numeri uno (attualmente non è il mio attore preferito – è Keanu Reeves – ma gli rimango comunque affezionata in maniera particolare).
Ne avrei tante da dire su di lui (mia madre pure, con i muri della mia stanza completamente rovinati perché erano tappezzati con i suoi poster!), per esempio sulla ormai storica comparsata a Sanremo in cui fu baciato a  tradimento dalla Cabello (non riuscivo a crederci… e poi poverino!) in anni da fan ci sono stati periodi in cui l’ho un po’ accantonato, ma il “primo amore” è difficile da scordare…
È stato bello poterlo rivedere nuovamente nel ruolo che gli ha dato lustro e successo, confesso che mi è venuta un po’ di nostalgia. Non vedo l’ora che esca il terzo episodio de Lo Hobbit per poter ammirare ancora Legolas… e pensare che Orlando, il provino l’aveva fatto per il ruolo di Faramir (poi affiato a David Wenham; tra l’altro Faramir era il personaggio preferito di Tolkien). 
Quando ero ragazzina, sognavo di poter andare a casa sua, cioè Canterbury. E guarda caso, sono nata il giorno del santo arcivescovo di Canterbury… insomma, mi sa che ero predestinata!

Le mie frasi preferite del grande Albert Einstein

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È più facile scindere un atomo che abolire un pregiudizio.

I grandi spiriti hanno sempre incontrato l'opposizione violenta delle menti mediocri.

Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo "universo", una parte limitata nel tempo e nello spazio.
Sperimenta sé stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza.
Questa illusione è una sorte di prigione che ci limita ai nostri desideri personali e all'affetto per le poche persone che ci sono più vicine.
Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione, allargando in centri concentrici la nostra compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza.


L'importante è non smettere di fare domande.

Per me, la parola Dio non è niente di più che un'espressione e un prodotto dell'umana debolezza, e la Bibbia è una collezione di onorevoli ma primitive leggende, che a dire il vero sono piuttosto infantili. Nessuna interpretazione, non importa quanto sottile, può farmi cambiare idea su questo. Per me la religione ebraica, come tutte le altre, è un'incarnazione delle superstizioni più infantili.

La logica ti porta da a a b. L'immaginazione ti porta ovunque.

Le gravi catastrofi naturali reclamano un cambio di mentalità che obbliga ad abbandonare la logica del puro consumismo e a promuovere il rispetto della creazione.


Non penso mai al futuro: arriva fin troppo presto.

Tutto il nostro lodato progresso tecnologico - la nostra molta civiltà - è come la scure nella mano di un criminale patologico.

Io non so come si combatterà la terza guerra mondiale, ma so che la quarta si combatterà con pietre e bastoni.

Mi fa orrore quando una bella intelligenza è abbinata a una personalità ripugnante.

L'arte é l'espressione del pensiero più profondo nel modo più semplice.

La saggezza non è un prodotto dell'istruzione ma del tentativo di acquisirla, che dura tutta la vita.


Tutti siamo consapevoli della difficile e minacciosa situazione in cui si trova la società umana, stretta in una sola comunità da un destino comune; tuttavia solo pochi agiscono tenendo presente ciò. La maggior parte della gente continua a vivere la propria vita giorno per giorno: per metà spaventati, per metà indifferenti, se ne stanno a guardare la spettrale tragicommedia che viene rappresentata sulla scena internazionale di fronte agli occhi e alle orecchie del mondo. Ma su questa scena, sulla quale gli attori sostengono, sotto la luce dei riflettori, le parti stabilite, viene deciso il nostro destino di domani, la vita o la morte delle nazioni.


La scienza può solo accertare ciò che è, ma non ciò che dovrebbe essere, ed al di fuori del suo ambito restano necessari i giudizi di valore di ogni genere.

Un uomo è vecchio solo quando i rimpianti, in lui, superano i sogni.

Chi non è più capace di fermarsi a considerare con meraviglia e venerazione è come morto: i suoi occhi sono chiusi.


Quello che davvero mi interessa è se Dio, quando creò il mondo, aveva scelta.

L'umanità avrà la sorte che saprà meritarsi.


Non preoccuparti per le tue difficoltà in matematica poiché le mie sono ancora più grandi.


n.31: "We're Not Gonna Take It" - Twisted Sisters

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... E ora tuffiamoci nel glam-rock anni '80 più tamarro!!! 
Quale canzone migliore di questa per finire la playlist in grande stile (e con la giusta carica)??? I mitici Twisted Sisters con We're Not Gonna Take It! Un manifesto da prendere alla lettera!
E anche l'esplicativo videoclip, ovviamente è leggenda!
Tutti a copiare la pettinatura del cantante!
ps. scusate,oggi sto un po' suonata!


Oh, non lo accetteremo
No, non lo accetteremo!
Non lo accetteremo… più!

Abbiamo il diritto di scegliere e
In nessun modo lo perderemo
Questa è la nostra vita, questa è la nostra canzone!
Combatteremo i governi che sono giusti
Non scegliere il nostro destino perché
Tu non ci conosci, tu non ci appartieni!

Oh, non lo accetteremo
No, non lo accetteremo!
Non lo accetteremo… più!

Oh, sei così condiscendente
Il tuo rancore è senza fine
Non vogliamo niente, neanche una cosa da te!
La tua vita è banale e stanca
Noiosa e confiscata
Se questo è il meglio che sai fare,
non vogliamo fare il tuo meglio!

oh-oh-oh
oh-oh-oh
Abbiamo ragione/yeah!
Siamo liberi/yeah!
Combatteremo/yeah!
Lo vedrai!/yeah!

Oh, non lo accetteremo
No, non lo accetteremo
Non lo accetteremo… più!

Oh, non lo accetteremo
No, non lo accetteremo
Non lo accetteremo… più!
In nessun modo!

oh-oh-oh
oh-oh-oh
Abbiamo ragione/yeah
Siamo liberi/yeah
Combatteremo/yeah
Lo vedrai!/yeah

Oh, non lo accetteremo
No, non lo accetteremo
Non lo accetteremo… più!

Oh, non lo accetteremo
No, non lo accetteremo
Non lo accetteremo… più!

Dai, prova e conquistaci
Non lo accetteremo
Su!
No, non lo accetteremo
Sei fiacco e non vali niente
Non lo accetteremo più
Giù e fammene venti (flessioni)
Non lo accetteremo
Una spilla della confraternita
No, non la accetteremo
Oh te e la tua uniforme
Non lo accetteremo più

n.30: "Back For Good" - Take That

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Se pensate che il video di oggi sia kitsch, aspettate di vedere quello di domani!!!


Want you back!
Want you back!
Want you back for goood!

E in questo video trovate il significato nascosto della canzone... ebbene si!

n.29: "Anywhere" - Evanescence

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Nella mia collezione di dischi, c'è ne sono alcuni che nel corso degli anni sono stati prestati più di altri e Fallen degli Evanescence quasi sicuramente detiene il primato. Me l'hanno richiesto anche persone del tutto insospettabili, che ascoltavano musica pop o nemmeno quella, a riprova dell'enorme appeal che aveva questo primo album del gruppo, al di là del sound "pesante" e dei testi più pesanti ancora. Secondo me a fare breccia sono soprattutto la voce di Amy Lee - nonostante io da tempo non sia più loro fan, riconosco che la qualità del suo timbro, combinata ad espressività ed estensione sia inimitabile: la sua voce ha un che di estremamente dolce e suadente, la definirei "vellutata", ma può diventare anche potente e questa alternanza rende le canzoni particolarmente piacevoli - e in secondo luogo proprio i testi deprimenti. Sono tristi, tristissimi, e paradossalmente forse proprio questo parlare del dolore e della morte in modo così plateale e drammatico ha colpito al cuore parecchie persone.
Per molti, così come per me,  penso abbiano rappresentato l'ideale anello di congiunzione per iniziare ad ascoltare metal sinfonico; inoltre gli Evanescence hanno il merito di aver sdoganato in America un genere la cui paternità è tradizionalmente europea (specie nord-europea) e sono arrivati come una bomba sul mercato: innegabile l'influenza che hanno avuto sulle maggiori band symphonic metal di oggi. Hanno portato questo genere alla luce, fuori dall'underground, contro ogni previsione.
In passato sono stata una grande fan della band; alle superiori avevo il mio compagno di banco praticamente fissato con gli Evanescence... ne parlavamo spesso, scambiandoci materiale e notizie; quando uscì The Open Door, il loro terzo album, ne fummo contentissimi.
A quell'epoca scaricare musica da internet non era ancora così diffuso come lo è oggi. Volevamo ascoltare le loro canzoni inedite (demo, b-sides, bonus-track, ecc...), così io stilai la lista e lui costrinse non so chi a scaricarle... Mi ricordo che all'ultima ora di lezione di educazione fisica, ci distaccammo dagli altri compagni e trovammo un posto in cui poterle ascoltare in santa pace. Ascoltammo per un'ora, in religioso silenzio; la successiva la passammo a commentare le nostre impressioni.
In effetti ciò che è stato pubblicato prima di Fallen sono per lo più brevi demo e Origin, il loro primo vero disco contenente i pezzi migliori che sarebbero poi confluiti in Fallen. Quell'album è conosciuto solo dai fan ed Amy Lee si è più volte lamentata del fatto che oggi ne girano molte copie false, dato che è praticamente introvabile (fu stampato solo in 2500 copie): quasi dieci anni fa mi ricordo che ne trovai una copia alla Feltrinelli, sono quasi certa che fosse falsa.
Gli Evanescence non sono mai stati particolarmente prolifici, e dai demo fino a Fallen, nei dischi sono confluite canzoni che addirittura erano state scritte già da dieci anni, come loro stessi hanno dichiarato.
La struttura dei brani e la formula musicale è rimasta praticamente invariata (naturalmente prima del successo gli unici membri effettivi erano Amy e Ben), ma l'accento sul chrisitian rock, che a detta di Amy era un'inclinazione più di Ben che sua, è stato in seguito represso per esigenze commerciali. In ogni caso leggendo i testi, si riscontra una certa influenza, e la formazione vocale della stessa Amy è avvenuta nel coro polifonico della chiesa. Anch'io sono una corista, e penso che cantando in un coro la voce si imposti verso alcune caratteristiche piuttosto che verso altre, e quando ascolto Amy avverto con chiarezza questo background nel suo modo di cantare. I cori sono una palestra incredibile per la voce, e chi prende semplici lezioni di canto nella maggiorparte dei casi non è sullo stesso piano di un corista: cantando in un coro si acquisisce una diversa musicalità, perché si impara ad "adattarsi" alle voci degli altri; inoltre i brani di musica leggera spesso sono barzellete in confronto alle note che un soprano è costretto a toccare in un brano religioso, specie se è difficile. 
Sono presenti performance corali anche nello stesso Origin, del quale oggi vi propongo un assaggio con uno dei pezzi migliori: questa romanticissima ballad, cantata in duetto con David Hodges.


Mio caro amore, non hai desiderato di essere con me? 
E, mio caro amore, non hai desiderato di essere libero? 
Non posso continuare a fingere di non conoscerti neanche 
E, la dolce notte, tu sei mio 
Prendimi la mano

Ce ne andremo da qui stanotte 
Non c'è bisogno di dirlo a nessuno
Ci ostacolerebbero soltanto 
Così, entro la luce del mattino 
Saremo a metà strada per ovunque
Dove l'amore è più che solo il tuo nome

Ho sognato un luogo per me e per te
Là nessuno sa chi siamo 
Tutto ciò che voglio è dare la mia vita solo a te
Ho sognato così a lungo che non riesco più a sognare 
Fuggiamo via, ti porterò là

Ce ne andremo da qui stanotte 
Non c'è bisogno di dirlo a nessuno
Ci ostacolerebbero soltanto 
Così, entro la luce del mattino 
Saremo a metà strada per ovunque
Dove a nessuno serve un motivo 

Dimentica questa vita 
Vieni con me
Non guardare indietro, sei salvo ora
Apri il tuo cuore
Smettila di stare in guardia 
Non c'è più nessuno a fermarti 

Dimentica questa vita
Vieni con me
Non guardare indietro, sei salvo ora
Apri il tuo cuore
Smettila di stare in guardia
Non c'è più nessuno a fermarti ora


Ce ne andremo da qui stanotte 
Non c'è bisogno di dirlo a nessuno
Ci ostacolerebbero soltanto 
Così, entro la luce del mattino 
Saremo a metà strada per ovunque
Dove l'amore è più che solo il tuo nome

n.28: "Drops of Jupiter" - Train

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Questo brano è quasi una poesia. Riguardo al significato, riporto testualmente quanto scritto su ilsignificatodellecanzoni:

Drops of Jupiter è sicuramente una delle canzoni più famose in assoluto dei Train, singolo che tra le altre cose nasconde dei retroscena molto interessanti. Leggendo il testo molti infatti possono interpretare l’intera canzone come una semplice canzone d’amore, in realtà, come è stato dichiarato ufficialmente durante una intervista dal cantante dei Train, la decisione di scrivere questa canzone fu presa dopo la morte della madre di Pat (il cantante della band). Come lui stesso disse, era il 1998 e sua madre era molto malata di cancro. In quegli anni i Train erano in tour e siccome non erano disponibili ancora i cellulari, il cantante appena poteva si fermava ad una cabina telefonica per parlare con sua madre. Quando la madre morì, Pat entrò in un lungo periodo di depressione, quando improvvisamente un giorno disse di aver sognato sua madre e di essersi svegliato con in testa le parole “back in the atmosphere” (“ora lei è tornata nell’atmosfera”): a quel punto decise di voler scrivere una canzone dedicata proprio alla madre e che tale canzone dovesse iniziare proprio con quelle parole. Pat disse che per la prima volta si rese anche conto che sua madre non se ne era andata via per sempre, ma che era ancora presente, ma in un’altra forma che noi non possiamo percepire e vedere (“Si comporta come l’estate e cammina come la pioggia” e “lei ascolta come la primavera e parla come giugno”). La canzone infatti è una sorta di dialogo con la madre, in cui il cantante continua a porle diverse domande e in cui è certo che lei sia ancora lì vicino a lui e che lo stia aspettando.


Ora che è rientrata nell'atmosfera 

Con le gocce di Giove tra i capelli, hey, hey 
Si comporta come l'estate e cammina come la pioggia 
Mi ricorda che esiste il momento per cambiare, hey, hey 
Dal ritorno del suo soggiorno sulla luna 
Ascolta come la primavera e parla come giugno, hey, hey 


Ma dimmi, hai viaggiato attraverso il sole? 

Sei arrivata fino alla Via Lattea per vedere tutte le luci svanite 
E che il paradiso è sopravvalutato 
Dimmi, sei caduta per colpa di una stella cadente? 
Una di quelle senza cicatrici permanenti 
E ti sono mancato mentre stavi cercando te stessa là fuori 

Ora che è tornata da quella vacanza dell'anima 
Ripercorrendo il proprio cammino attraverso la costellazione, hey, hey 
dà un ascolto a Mozart mentre fa tae-bo 
Mi ricorda che c'è spazio per crescere, hey, hey 

Ora che è tornata nell\'atmosfera 
Temo che potrebbe pensare che sono come la cara vecchia Jane 
Raccontare una storia circa un uomo che ha così paura di volare da non essere mai atterrato 

Dimmi il vento ti ha fatto perdere l'equilibrio? 
Sei finalmente riuscita a ballare con la luce del giorno 
E ritornare verso la Via Lattea
E dimmi Venere ti ha fatto perdere la testa? 
Era tutto quello che volevi trovare? 
E ti sono mancato mentre là fuori stavi cercando te stessa là fuori

Riesci a immaginare nessun amore, orgoglio, pollo fritto 
Il tuo migliore amico che ti dà sempre ragione anche quando so che hai torto 
Riesci a immaginare nessun primo ballo, romanticismo liofilizzato, 5 ore di conversazione al telefono 
Il miglior latte di soia che tu abbia mai bevuto... e me 

Dimmi il vento ti ha fatto perdere l'equilibrio? 
Sei finalmente riuscita a ballare con la luce del giorno 
E ritornare verso la Via Lattea



n.27: "Can't Blame Me" - Blue Angel

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Cyndi, la mia cantante preferita. 
Prima di approdare alla carriera solista faceva parte di un curioso gruppo rockabilly chiamato Blue Angel (dal nome del film con la grande Marlene, suppongo) nel quale già sfoggiava la propria bravura vocale su pezzi rock anni '50. La band, che ebbe vita breve, era abbastanza conosciuta a New York; all'inizio degli anni '80 i Blue Angel pubblicarono il loro unico e omonimo disco, oggi praticamente introvabile. Si tratta di musica piacevole, divertente, senza pretese, anche se risulta un po' datata per le orecchie: io amo ascoltarlo anche perché è molto breve, e poi, come dicevo, Cyndi è già al livello canoro in cui la conosciamo. All'epoca aveva già i capelli arancio/giallo canarino, e piroettava come una pazza sul palco in pantaloncini e buffi completi colorati...
Nel vinile sono contenute anche tracce storiche del repertorio della Lauper, che lei reinserirà in seguito nei suoi album, come la spumeggiante Maybe He'll Know o la bellissima ballad I'm Gonna Be Strong (una performance notevole). Pare anche che molte tracce inserite nei successivi lavori solisti, come Witness, What A Thrill e simili, fossero in realtà repertorio dei Blue Angel.
Il disco tocca in diversi momenti vari generi musicali, come reggae e punk-rock, e pare fu stampato solo in 5000 copie.
In ogni caso, il gruppo aveva già in preparazione un secondo disco che non venne più pubblicato e di cui si persero le tracce (da quello che ne so - notizie non confermate - ci fu un diverbio con l'etichetta discografica che voleva dare un altro stile sonoro alla band, più improntato alla disco). Cyndi divenne famosa e la band continuò giusto un pochino, per poi sciogliersi.
John Turi, Lee Brovitz, Arthur Neilson e Johnny Morelli, ovvero i quattro componenti del gruppo, erano bravi musicisti, ma bravi come c'e n'erano molti. Lei, invece, brillava di luce di propria.


Di seguito la tracklist del disco (la cui copertina è quella che vedete nel video). Alcune tra queste canzoni sono state scritte dalla stessa Cyndi; l'unico pezzo strumentale è Cut Out.
I'M Gonna Be Strong, l'unica traccia del disco a superare i tre minuti, è in realtà è una cover del cantante americano Gene Pitney (quello di Nessuno Mi Può Giudicare!!!!!!!).
La sua versione della song la potete ascoltare qui.

  1. Maybe He'll Know
  2. I Had a Love
  3. Fade
  4. Anna Blue
  5. Can't Blame Me
  6. Late
  7. Cut Out
  8. Take a Chance
  9. Just the Other Day
  10. I'm Gonna Be Strong"
  11. Lorraine
  12. Everybody's Got an Angel

n.26: "Disintegration" - Monarchy feat. Dita Von Teese

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Chi non è fan di Dita forse ignora che dagli inizi della sua carriera, anche quando non era ancora famosa come adesso, è apparsa in parecchi video musicali. Ad esempio, tempo fa avevo postato un video dei Green Day (Redundant) di metà anni '90 in cui c'era lei! Ovviamente da Marilyn Manson in poi ha ottenuto una visibilità maggiore - anche se ci tengo a sottolineare che lei non è la classica star che ha fatto il matrimonio fortunato, ma una self-made woman con una disciplina ferrea ed una lunga carriera alle spalle. Sinora l'abbiamo conosciuta come performer burlesque, ma ora che l'età non la favorisce più e ha passato i 40 anni (pur rimanendo lo stesso bellissima, ne mostra dieci in meno), ha messo da parte gli show e si è trasformata in un'abile business woman, lanciando sul mercato praticamente di tutto, lingerie in prima linea naturalmente. Qua in Italia le creazioni firmate Dita non arrivano, probabilmente perché qui non è così famosa come in America o in altri paesi, dove è un'icona assoluta. 
In un video di qualche tempo fa, il braccio destro di Anna Wintour di Vogue (di cui, chiedo venia, mi sfugge il nome) spiegava quanto Dita abbia rivoluzionato la moda e la percezione della bellezza in America negli ultimi anni...
Ritornando alla musica, l'unico videoclip in cui apparsa è stato Up In The Air dei 30 Seconds To Mars. 
Però non tutti sanno che ce n'è uno in cui non solo ha recitato (e si è spogliata), ma ha anche cantato, ed è questa canzone dei Monarchy.
In realtà usare il termine cantare è improprio, dato che Dita ha una vocina flebile, che qui, tra l'altro, è effettata... però nella musica elettronica certe cose non hanno peso, inoltre per le pin up avere un certo tipo di voce è una specie di tradizione (penso alla Monroe).
Detto ciò, ribadisco e ribadirò sempre la mia stima per questa signora.


Non si dovrebbe giudicare la bellezza.
Quando qualcuno dice: "quella donna non è bella", io li guardo e penso:
"Wow! Non avevo mai notato prima quanto eravate brutti"
(DITA)

n.25: "Stay" - Simply Red

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n.24: "July" - Origa

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Anche in questa playlist inserisco un brano di Origa, artista russa tra le mie cantanti preferite, nella speranza di farla conoscere un po' di più.
Stavolta il pezzo è tratto dal disco Amon Ra, il suo ultimo album del 2013, un lavoro che non mi ha convinta del tutto, ma che presenta in ogni caso piacevoli episodi pop, come questo.
Se volete saperne qualcosa in più su Origa, vi rimando al post che ho pubblicato su di lei.