Dall'ultimo, bell'album di Sinéad I'm Not bossy, I'm The Boss. L'album della rinascita, come questo singolo accompagnato dal videoclip volutamente accattivante.
Come al solito per la traduzione mi sono districata al meglio possibile, tra testi sbagliati e trasposizione non proprio esatte... e questo è il risultato.
Questo pezzo ultimamente mi è molto caro, lo sento vicino.
Portami
in chiesa
Non voglio amare nel modo in cui amavo
prima
non voglio più amare in quel modo
Per cosa ho scritto
canzoni d'amore?
Non le voglio più scrivere
Non voglio cantare
da dove cantavo prima
non voglio cantare più in quel modo
Per cosa ho cantato
canzoni d'amore prima?
non le voglio più cantare,
non voglio essere più quella ragazza
Non voglio più piangere
Non desidero più morire
Perciò tirami giù
da questo albero
Taglia queste corde
via da me
fammi sedere sul
pavimento
Io sono l'unica che dovrei adorare!
Oh, portami in chiesa
Ho fatto così tante cose cattive che
fa male
si, portami in chiesa
ma non in quella che ferisce
perché quella non è la verità
e non è per quello che è fatta
Si, portami in chiesa
oh, portami in chiesa
ho fatto così tante cose cattive che
fa male,
si, portami in chiesa
ma non in quella che ferisce
perché quella non è la verità
e non è ciò che è giusto
Canterò canzoni che parlano d'amore e
di perdono
canzoni che parlano di mangiare e di
bere
canzoni che parlano di vivere, di
chiamate nella notte
Questo brano è quasi una poesia. Riguardo al significato, riporto testualmente quanto scritto su ilsignificatodellecanzoni:
Drops of Jupiter è
sicuramente una delle canzoni più famose in assoluto dei Train, singolo
che tra le altre cose nasconde dei retroscena molto interessanti. Leggendo il
testo molti infatti possono interpretare l’intera canzone come una semplice
canzone d’amore, in realtà, come è stato dichiarato ufficialmente durante una
intervista dal cantante dei Train, la decisione di scrivere questa canzone fu
presa dopo la morte della madre di Pat (il cantante della band). Come lui
stesso disse, era il 1998 e sua madre era molto malata di cancro. In quegli
anni i Train erano in tour e siccome non erano disponibili ancora i
cellulari, il cantante appena poteva si fermava ad una cabina telefonica per parlare
con sua madre. Quando la madre morì, Pat entrò in un lungo periodo di
depressione, quando improvvisamente un giorno disse di aver sognato sua madre e
di essersi svegliato con in testa le parole “back in the atmosphere” (“ora
lei è tornata nell’atmosfera”): a quel punto decise di voler scrivere una
canzone dedicata proprio alla madre e che tale canzone dovesse iniziare proprio
con quelle parole. Pat disse che per la prima volta si rese anche conto che sua
madre non se ne era andata via per sempre, ma che era ancora presente, ma in
un’altra forma che noi non possiamo percepire e vedere (“Si comporta come
l’estate e cammina come la pioggia” e “lei ascolta come la primavera
e parla come giugno”). La canzone infatti è una sorta di dialogo con la
madre, in cui il cantante continua a porle diverse domande e in cui è certo che
lei sia ancora lì vicino a lui e che lo stia aspettando.
Ora che è rientrata
nell'atmosfera
Con le gocce di Giove tra i capelli, hey, hey
Si comporta come l'estate e cammina come la pioggia
Mi ricorda che esiste il momento per cambiare, hey, hey
Dal ritorno del suo soggiorno sulla luna
Ascolta come la primavera e parla come giugno, hey, hey
Ma dimmi, hai
viaggiato attraverso il sole?
Sei arrivata fino alla Via Lattea per vedere tutte le luci svanite
E che il paradiso è sopravvalutato
Dimmi, sei caduta per colpa di una stella cadente?
Una di quelle senza cicatrici permanenti
E ti sono mancato mentre stavi cercando te stessa là fuori
Ora che è tornata da quella vacanza dell'anima
Ripercorrendo il proprio cammino attraverso la costellazione, hey, hey
dà un ascolto a Mozart mentre fa tae-bo
Mi ricorda che c'è spazio per crescere, hey, hey
Ora che è tornata nell\'atmosfera
Temo che potrebbe pensare che sono come la cara vecchia Jane
Raccontare una storia circa un uomo che ha così paura di volare da non essere
mai atterrato
Dimmi il vento ti ha fatto perdere l'equilibrio?
Sei finalmente riuscita a ballare con la luce del giorno
E ritornare verso la Via
Lattea?
E dimmi Venere ti ha fatto perdere la testa?
Era tutto quello che volevi trovare?
E ti sono mancato mentre là fuori stavi cercando te stessa là fuori
Riesci a immaginare nessun amore, orgoglio, pollo fritto
Il tuo migliore amico che ti dà sempre ragione anche quando so che hai torto
Riesci a immaginare nessun primo ballo, romanticismo liofilizzato, 5 ore di
conversazione al telefono
Il miglior latte di soia che tu abbia mai bevuto... e me
Dimmi il vento ti ha fatto perdere l'equilibrio?
Sei finalmente riuscita a ballare con la luce del giorno
Lo so che lei è quella di High School Musical, che proviene dalla scuderia Disney, che stava col tizio dei Jonas Brothers, che fa parte della generazione di ragazzine popstar... Però l'interpretazione di questo pezzo è da brividi.
Si sente che c'è qualcosa di genuino dietro, anche perché Demi è stata molto male, e stava quasi per lasciarci la pelle...
Come vocalità è allo stesso livello di Kelly Clarkson, ma ha anche il suo medesimo problema: cioè non avere qualcuno che le scriva musica seria, e non semplice pop commerciale, in moda da valorizzare le sue qualità vocali.
La ammiro molto come donna, ma purtroppo come cantante penso sia stata una vera rovina per la storia della musica... perché se non avesse dato il via lei, ora non avremmo questa eccedenza di popstar inutili e tutte uguali che strumentalizzano il sesso per fare carriera, ma che non fanno "musica".
Mi sono appena svegliata da un sogno confuso
Non crederesti mai a quello che ho visto
Ho guardato nello specchio e ho visto il tuo volto
Tu guardavi me ed eri miglia lontano
Tutti i miei sogni svaniscono
Non sarò più la stessa
Se tu potessi vedermi nel modo in cui vedi te stesso
Il brano precedente (di Michael Jackson) parlava del cambiare se stessi, invece al contrario quello che ho scelto oggi parla di quanto sia importante rimanere fedeli al proprio modo di essere, senza farsi condizionare dagli altri o da ciò che la vita ci pone davanti. Sono le due facce della medaglia.
È una delle mie canzoni preferite in assoluto (molto probabilmente tra le prime dieci preferite in assoluto) per svariate ragioni, e dopo anni e anni non smette di piacermi; in realtà, non ho ancora conosciuto una persona a cui non piaccia...
I Verve assieme a Blur e Oasis erano gli alfieri del Brit-pop nei Novanta: ho già detto che di questi tre io sono per i Blur, presenti nella scorsa playlist.
Uno dei motivi per i quali il pezzo mi piace ed ha avuto successo è ovviamente il videoclip: secondo me è uno dei più belli di tutti i tempi.
È di una semplicità totale, ma d'impatto: c'è solo Richard che cammina su una strada, tirando dritto, non lasciando che nulla ostacoli la sua direzione: per questo alcune volte finisce per scontrarsi con i passanti, o addirittura è costretto a passare sopra ad un auto che gli tagliava la strada. A quel punto la conducente esce fuori e si mette di traverso, dicendogliene di ogni, ma lui non si ferma e alla fine lei si stanca e va via.
C'è ogni tipo di persona: c'è anche chi si scansa per lasciarlo passare, chi lo guarda sorpreso di tale determinazione, chi rimane indifferente... Insomma, è una metafora sulla vita, ma la cosa più bella è che mentre continua ad andare avanti lui ha uno sguardo sereno, calmo...
Nella scena finale, molto bella, gli altri componenti della band lo raggiungono e si uniscono a lui. Invece all'inizio è significativo che parta da un cantiere stradale con una freccia che indica una direzione differente da quella che prenderà.
Anche il testo del brano è bellissimo, e pare che fu ispirato ad Ashcroft da ciò che la madre gli diceva quando era piccolo.
Seppur la canzone sia stata eletta dalla bibbia del rock Rolling Stone come una delle migliori di sempre, i Verve ne hanno ricavato parecchie grane perché, com'è risaputo, la parte con gli archi è un campionamento dai Rolling Stones. Ma questo non la sminuisce.
Il video è diretto da Walter Stern, e la strada lungo cui cammina Richard è la Hoxton Street di Londra.
Ho immaginato spesso di mettermi a camminare per strada come fa lui, mi chiedo cosa accadrebbe.
una piccola nota: per i testi originali delle canzoni vi consiglio di andare su lyrics.wikia, perché spesso e volentieri sul web ne girano versioni imprecise...
Anche per le traduzioni è lo stesso: io cerco sempre di pubblicarle il più precise possibili, le controllo o traduco, in modo particolare quelle che propongo in queste playlist.
Anche la seguente traduzione è stata fatta da me dal testo ufficiale:
Perché è una sinfonia dolceamara, questa vita
che cerca di far coincidere gli estremi
sei uno schiavo dei soldi e poi muori
Ti porterò sull’unica strada che io abbia mai percorso
lo sai, quella che ti conduce nei luoghi in cui
tutte le fila si ricongiungono, si
Nessun cambiamento, io potrei cambiare
potrei cambiare, potrei cambiare
ma io sono qui nel mio modo,
sono fermo nel mio modo
Ma io sono un milione di persone diverse
da un giorno all’altro
Io non posso cambiare il mio modo
No, no, no, no, no
Bene, io non prego mai
ma stanotte sono in ginocchio, si
ho bisogno di udire alcuni suoni che mi facciano riconoscere il dolore che c’è
in me, si
lascio che la mia melodia splenda, che purifichi la mia mente, mi sento libero
ora
Ma le strade sono pulite e non c’è nessuno che canti per me ora
Nessun cambiamento, io potrei cambiare
potrei cambiare, potrei cambiare
ma io sono qui nel mio modo,
sono fermo nel mio modo
E sono un milione di persone diverse
da un giorno all’altro
Io non posso cambiare il mio modo
No, no, no, no, no
(ci hai mai camminato?)
Non posso cambiare
Non posso cambiare
Perché è una sinfonia dolceamara, questa vita
che cerca di far coincidere gli estremi
che cerca di farti trovare i soldi e poi muori
Sai, io potrei cambiare, potrei cambiare
ma io sono qui nel mio modo,
sono fermo nel mio modo
E sono un milione di persone diverse
da un giorno all’altro
Io non posso cambiare il mio modo
No, no, no, no, no
Tu devi cambiare il mio modo no, no, no
(è solo sesso e violenza, melodia e silenzio)
(devo, non posso cambiare la mia violenza, melodia e
silenzio)
(devo, non posso cambiare la mia violenza, melodia e
silenzio)
Lo so, può sembrare banale inserire lui nella playlist, ma questa canzone mi piace proprio tanto ed è una di quelle che sento più vicine a me in questo periodo.
Io non sono una fan accanita di Jackson, nonostante riconosca la sua indubbia, gigantesca statura artistica, ma a onor del vero lo ascoltavo e compravo i suoi cd prima che ci fosse l'esplosione mediatica dovuta alla sua morte.
Ora vedo persone che non capiscono un'acca di musica e che ignoravano Michael fino ad un attimo prima, dichiarare di amarlo alla follia (nella maggior parte dei casi senza conoscere quasi per niente la sua produzione musicale)... in pratica ora sono tutti suoi fans, ma in fondo tanto meglio che venga apprezzato dato che se lo merita.
Io ho un ricordo particolare legato alla data della sua morte, perché per un caso, quel giorno avevo l'esame di maturità: ricordo che quella mattina sono entrata nell'ingresso della scuola, e la prima cosa che mi hanno detto i miei compagni è stata "è morto Michael Jackson". Non ci potevo credere.
Tutti, invece di parlare dell'esame, parlavano di lui! È una cosa che non mi dimenticherò mai.
Penso che sia il modo in cui si sta comportando la sua famiglia dopo la sua morte, che il fatto che venga raschiato il fondo tirando fuori vecchi pezzi scartati (riproposti come singoli!) siano cose di cui lui sarebbe parecchio scontento se fosse ancora vivo.
Su di lui si possono avere dubbi quanto vuoi, ma non su questo: che fosse un professionista e che tenesse in maniera particolare ai suoi fan (molto di più della maggior parte dei grandi artisti pop). Michael era un perfezionista assoluto, e non credo che avrebbe accettato di proporre al suo pubblico pezzi di second'ordine.
Ritorniamo a questo brano: è tratto dell'album Bad (1987), ed è uno dei pochi non scritti da lui. In realtà l'autore aveva un po' di timore a proporlo a Michael, ma lui invece lo apprezzò molto e decise di cantarlo, anche se con alcune modifiche.
La canzone e Heal The World sono equiparabili, ma tra le due preferisco questa, anche se ad Heal The World sono affezionata, perché la cantai ad un recital scolastico alle elementari!
Sulla pagina di Wikipedia potete trovare l'elenco di tutto ciò che è presente nel videoclip.
L'interpretazione è intensa e commovente, come si conviene all'argomento: il testo parla di un uomo che decide di cambiare se stesso, perché si è accorto che è l'unico modo che ha per rendere il mondo un posto migliore. È un messaggio tutt'altro che banale, perché spesso ci lamentiamo della situazione generale come se non potessimo farci nulla - penso anche al nostro Paese - ma non consideriamo che in realtà tutti i cambiamenti iniziano dalle persone.
La società è composta di individui; riuscire a modificare il sistema o gli altri è difficile, ma da soli si può provare a cambiare se stessi (ci vuole forza, ma è il lavoro che ogni essere umano dovrebbe fare).
In particolare, nella canzone, il cambiamento in questione è una presa di posizione, di responsabilità rispetto a quello che accade attorno: infatti il primo passo è proprio prendere coscienza, dire non sono più disposto a fare l'indifferente: io non sono così, sono una persona migliore, a cui importa.
Il mio verso preferito è "Who am I To Be Blind": nessuno di noi è cieco, si finge soltanto di non vedere le cose.
Sto per fare un cambiamento
per una volta nella mia vita
dovrà fare sentire veramente bene
fare la differenza
essere una cosa giusta
Come al solito alzo il colletto del
mio cappotto preferito
questo vento soffia la mia mente
Vedo i ragazzini nella strada
senza abbastanza cibo
chi sono io per essere cieco
e fingere di non vedere
i loro bisogni?
Una noncuranza estiva
una bottiglia rotta in cima
e un’altra anima di un uomo
Loro s’inseguono nel vento lo sai
perché non hanno alcun posto dove andare
è per questo che io voglio che tu sappia
Sto iniziando dall’uomo nello specchio
gli ho chiesto di cambiare com'è
e nessun messaggio avrebbe potuto essere
più chiaro
Se tu vuoi rendere il mondo
un posto migliore,
allora guarda te stesso e fai un cambiamento
Sono stato una vittima
di un tipo di amore egoistico
questo è il momento in cui ho realizzato
che ci sono persone senza
casa, senza un centesimo da prestare
potevo essere veramente io
quello che fingeva che loro non fossero soli?
Un salice profondamente spaventato
il cuore spezzato di qualcuno
e un sogno cancellato
Loro seguono la scia del
vento, lo vedi
perché non hanno un posto dove stare
è per questo che voglio iniziare con me
Sto iniziando dall’uomo nello specchio
gli ho chiesto di cambiare com'è
e nessun messaggio avrebbe potuto essere
più chiaro
Se tu vuoi rendere il mondo
un posto migliore,
allora guarda te stesso e fai un cambiamento
Sto iniziando dall’uomo nello specchio
gli ho chiesto di cambiare com'è
e nessun messaggio può essere
più chiaro
se tu vuoi rendere il mondo
un posto migliore
(se vuoi rendere il mondo un posto migliore)
guarda a te stesso e fai un cambiamento
se vuoi rendere il mondo un posto migliore
(guarda a te stesso e fai un cambiamento)
guarda a te stesso e fai un cambiamento
(guarda a te stesso e fai quel…)
cambiamento!
...
devi migliorare le cose, mentre ne hai il tempo
perché quando chiudi il tuo cuore
non puoi chiudere anche la tua mente!
quell'uomo, quell'uomo, quell'uomo, quell'uomo
uomo, quell'uomo
con quell'uomo nello specchio
sai, quell'uomo
nessun messaggio poteva essere più chiaro
se vuoi rendere il mondo un posto migliore
dà uno sguardo a te stesso e poi fai un cambiamento
Gabriel è praticamente perfetto come autore di testi.
Questa canzone l'ho scoperta grazie alla recente cover di Tarja Turunen, che l'ha inserita nel suo ultimo album Colors In The Dark (di cui ho già parlato).
Sono spaventato dal nuotare nel mare
Ombre scure si muovono sotto di me
ogni paura che inghiotto mi rende piccolo
accadono cose senza senso
Allarmi suonavano
Ricordi si risvegliano
Non è cosi che dev’essere
Ho paura di quello che non conosco
Odio essere minato
Ho paura di essere un uomo diabolico
ho paura di essere divino
Non mi provocare, la mia miccia è corta
Sotto questa pelle sono rinchiusi questi frammenti
Quando permetto che ciò accada
Non c'è controllo su di me
Ho le mie paure
Ma loro non mi posseggono
Camminando nel sottobosco
verso la casa tra gli alberi
più mi addentro, più diventa scuro
Scruto attraverso la finestra
Busso alla porta
e il mostro
da cui ero cosi impaurito
se ne sta rannicchiato sul pavimento
E' rannicchiato sul pavimento, proprio come un bambino
Piango fino a ridere
Ho paura di essere materno
con le mie palle chiuse nel recinto
Ho paura ad amare le donne
Ho paura ad amare gli uomini
Flashback ritornano ogni notte
Non dirmi che tutto va bene
Quando permetto che ciò accada
Non c'è controllo su di me
Ho le mie paure
Perciò non è colpa mia
Camminando nel sottobosco
verso la casa tra gli alberi
più mi addentro, più diventa scuro
Scruto attraverso la finestra
Busso alla porta
e il mostro
da cui ero cosi impaurito
se ne sta rannicchiato sul pavimento
E' rannicchiato sul pavimento, proprio come un bambino
Piango fino a ridere
INTERPRETAZIONE TESTO
Il tema di questo brano è ovviamente la paura, la sua irrazionalità e la difficoltà nel gestirla. L'artista si serve di alcune immagini, alternate con la descrizione del suo stato d'animo; il testo va di pari passo con la musica.
La prima strofa spiega le dinamiche nell'aver a che fare con le paure (le "ombre scure che si muovono nel mare"): esse sono sempre in agguato; lui ne è cosciente e teme che possano prendere il controllo, infatti "ogni paura che inghiotte lo fa diventare piccolo", ovvero più impotente.
Il verbo inghiottire è una favolosa trovata: fa subito pensare a qualcosa che si mangia e di rimando allo stomaco (cioè la parte del corpo che la paura prende), inoltre dà l'idea di un'azione passiva: non può far altro che inghiottirle, perché non può combatterle; infine, ricordiamo che lui stava nuotando nel mare, e quindi può inghiottire l'acqua di mare.
Procediamo con quello che accade: quando la paura ha la meglio accadono cose senza senso, accadono all'improvviso, così come vengono chiamati in causa ricordi che riaffiorano senza una ragione precisa, a peggiorare la situazione.
"Non è così che dev'essere" è la terribile constatazione del proprio limite, a cui subito segue la rabbia, espressa sia nel mutamento della musica che del tono del cantante: sinora era come se fosse rimasto "calmo" ad osservare le cose dall'esterno. In realtà l'intera canzone è tutto un alternarsi di stati calma-panico.
Dalle parole, sembra che la persona che sta parlando trovi quasi ripugnante non avere controllo, e ciò ci fa supporre che si tratti di una persona che si sforza sempre di mantenersi fredda e di apparire come tale, mentre in realtà, internamente, le risulta difficile avere a che fare con le emozioni.
Il culmine della strofa è la minaccia: non conviene giocare con lui quando è in quello stato alterato, perché "la sua miccia è corta".
Eccoci quindi ai versi principali: la frase "Quando permetto che ciò accada" fa riflettere perché esprime un profondo rifiuto e il fatto di non riuscire ad accettare che non sia colpa sua (è inutile sforzarsi di controllarsi... è la natura umana; allo stesso tempo non bisognerebbe neppure arrendersi e lasciarsi andare a reazioni sconsiderate).
La questione è spinosa ed ognuno può pensarla diversamente al riguardo, ma rimane il fatto che la paura è un sentimento radicato molto a fondo nell'animo umano, presente fin dalle origini della razza e che ci accomuna agli animali. Eppure è diversa per ognuno, perché attinge linfa dal nostro passato e dalle nostre debolezze, la parte più oscura dalla quale non possiamo mai a liberarci.
Basterebbe pensare a quante volte durante una giornata la paura influenzi le nostre decisioni, il nostro rapporto con gli altri, i nostri pensieri... in altre la parole, la nostra vita. Probabilmente lo scopo del pezzo è farci capire proprio questo; anche se non possiamo controllare le nostre paure (nella maggiorparte dei casi), esserne consapevoli è un primo passo ed è importante.
Gabriel canta: "Ho le mie paure, ma loro non mi posseggono" come se fossero diventate un qualcosa con una vita propria, che vive al di fuori di lui. Ciò accade appunto perché la loro natura è insondabile, sembra quasi aliena. Però il verso può essere inteso anche in un altro modo, positivo: "possiedo le mie paure, ma loro non possiedono me".
Con maestria l'autore crea per l'ascoltatore una scena che riflette perfettamente ciò che intende esprimere: una persona si addentra in un bosco oscuro (simbolo per eccellenza dello smarrimento, basta pensare a Dante), che più va avanti più diviene inquietante. Alla fine del suo viaggio (ricerca dentro se stesso) giunge ad una casa (se stesso), dalle finestre della quale vede un bambino (la sua parte infantile) che piange spaventato sul pavimento. Dunque, come ho detto prima, l'io infantile è quello in cui si annida la paura. Il fatto che il protagonista bussi alla porta, ovvero l'entrata principale, e che il bambino non venga ad aprire perché continua a piangere terrorizzato, ci fa sembrare che a dare i colpi sia la parte razionale - l'adulto - che ha che fare con la parte irrazionale/infantile: due mondi che col passare del tempo si sono distanziati sempre di più ed ora non riescono più a dialogare...
L'uomo piange sino a ridere (invece di solito si dice "ridere sino alle lacrime") di se stesso, poiché si è accorto che la paura che tanto lo aveva messo in difficoltà, in realtà ha delle cause ridicole!
La strofa che segue è ovviamente una ripetizione delle cose già dette prima, seguita ancora da parole di rilascio, e finalmente alla constatazione "non è colpa mia" (che comunque rimane pure una scusa puerile).
Questa è tra le mie 100 canzoni preferite in assoluto. Quando penso a Disarm mi viene subito in mente la drammaticità, espressa sia dalla musica che dal testo, l'espressione di un'emozione molto forte che ha a che fare con il rancore e il rimpianto, ma che in qualche modo si chiude con un accenno di tenerezza, quello del sorriso. Qui c'è la spiegazione che ne ha dato Billy Corgan.
Lui è il tipo di autore che amo, sensibile e viscerale.
Disarm you with a smile
And cut you like you want me to
Cut that
little child
Inside of
me and such a part of you
Ooh, the
years burn
I used to
be a little boy
So old in my shoes
And what I
choose is my choice
What's a
boy supposed to do?
The killer
in me is the killer in you
My
love
I send this
smile over to you
Disarm you
with a smile
And leave
you like they left me here
To wither
in denial
The
bitterness of one who’s left alone
Ooh, the
years burn
Ooh, the
years burn, burn, burn
I used to
be a little boy
So old in
my shoes
And what I
choose is my voice
What's a
boy supposed to do?
The killer
in me is the killer in you
My love
I send this
smile over to you
The killer
in me is the killer in you
Send this
smile over to you
The killer
in me is the killer in you
Send this
smile over to you
The killer
in me is the killer in you
Send this
smile over to you
INTERPRETAZIONE DEL TESTO
Ti disarmo con un sorriso, il primo verso, è sicuramente la frase-chiave: sono le parole di qualcuno che ormai non ha più la voglia - o la forza - per reagire nel modo che ha fatto sino ad allora ed è stato perfettamente inutile. Al posto della durezza delle parole, al posto della violenza, arrivati a questo punto, è come se si volesse stupire l'interlocutore con un sorriso che non si aspetta.
Infatti successivamente parla del bambino interiore, la parte più fragile di un essere umano, quella infantile, la più profonda a venire ferita. In un certo senso, l'autore è perfettamente cosciente della ferita che sta inferendo (e che ha lui è stata inferta molte volte), ma in queste parole, secondo me, sono riscontrabili anche un certo senso di colpa e rammarico: lui non vorrebbe farlo, se potesse lo eviterebbe.
Gli "anni bruciati" (the year burns) sono il precedente che sta dando vita a questa reazione, come è ovvio. Ci agganciamo così al refrain, che parla del passato (Ero solito essere un ragazzino/Così vecchio nelle mie scarpe/E ciò che scelgo è la mia scelta/Cosa deve fare un ragazzo?/L'assassino in me è l'assassino in te/Amore mio).
The killer in me is the killer in you, my love è uno dei versi più belli che io abbia mai ascoltato; se estrapolato dal contesto del brano, può assumere questo significato: ognuno di noi è un "assassino" in quanto capace di ferire gli altri, e tutti dovremmo esserne consapevoli, proprio come Corgan, che sa che il male che vede nell'altro è anche in se stesso, e non si mette al di sopra, bensì sullo stesso piano. È un riconoscimento dell'umana debolezza, ma non è arrendevolezza, infatti il ritornello si chiude con una nota positiva: my love, amore mio, come a dire "ti voglio bene, nonostante tutto quello che mi hai fatto" oppure "dopotutto, anche se siamo fatti così, c'è anche dell'altro, perché siamo anche capaci di amare". Quindi non si tratta di qualcuno che è stato completamente rovinato dall'odio, dato che è ancora capace di fare questo gesto di dolcezza.
Mi ricorda un altro verso di una bellissima canzone dei Placebo, "Battle For The Sun", in cui Brian Molko canta: dream brother, my killer, my lover.
Anche I send this smile over you è un bellissimo verso... forse, più che un verso è una figura: "send" proprio come quando si spediscono le lettere, un messaggio per qualcun altro, e "over" come qualcosa che arriva su di te, ma non ti tocca (dall'altra parte rimane l'insensibilità del suo interlocutore).
La seconda strofa ribadisce i sentimenti provati da chi canta, che è stato "lasciato solo ad appassire nella negazione" e così si è consumato negli anni... Quando dice che era un ragazzino già vecchio per la sua età, racconta del suo sentirsi impotente (what's a boy supposed to do?). Però neppure adesso la situazione è cambiata: non può far nulla a parte mandare quel sorriso...
In questo testo c'è qualcosa di definitivo: come ho detto all'inizio, è come se il sorriso fosse il gesto conclusivo di una storia di dolore che si è protratta troppo a lungo. In qualche modo però, il sorriso è sempre una cosa positiva, una piccola dichiarazione d'amore.
Le ultime news danno Olivia Lufkin in procinto di diventare mamma,
speriamo che la sua carriera non si interrompa. Una sua canzone non poteva
mancare in questa playlist, perché lei è la mia preferita in questo periodo, uno dei timbri più belli che abbia mai ascoltato.
Il suo ultimo lavoro inedito purtroppo risale al 2009 ed è
il singolo Sailing Free, anche se nel 2010 Olivia ha pubblicato un doppio
Greatest Hits che raccoglieva tutti i suoi successi.
Il singolo è composto da tre tracce: Sailing Free, Love Love
Love e Undress.
Love Love Love dovevo pubblicarla, perché le parole sono
bellissime...
Spero di aver fatto un buon lavoro nel tradurla ;)
Ti vedo nascondere le
lacrime
Questa canzone è
stata scritta per te
Si muove dentro la
tua storia
Ogni volta si
riproduce
L’energia si solleva
dagli alberi, il mio cuore
si adatta alle
orecchie che ascoltano
Un filo d’oro
brillante
Nel vestito delle
lacrime
Girando e liberando i
tuoi pensieri
Disfando il momento
del tuo cuore
Amore, amore, amore
Ecco che arrivano, le
mie lucciole scintillanti
Ti circondano,
illuminando il tuo cammino
Amore, amore, amore
Chiudi gli occhi,
siamo sotto lo stesso cielo
Tu hai me
Chiunque tu sia
Io ti amo
Tutti sono inclusi
Prenditi il tuo tempo
se hai bisogno di riposare
Addormentati, io
veglierò su di te
Ti sveglierai quando
ne hai avuto abbastanza
L’energia si alza dal
suolo, fiori
trasformano
l’angoscia in forza
Qualunque cosa tu
faccia, fregatene di quello che dicono
Tu sei meraviglioso
così come sei
Non si può fermare
quello che arriva sul tuo cammino
Cattivone Martin Gore a fregare questa perla a Dave! Nel repertorio del gruppo ci mancava la ballad romantica e Somebody ne è assolutamente uno splendido esemplare: la forza del testo è proprio la sua assoluta semplicità, un desiderio d'amore espresso con un candore quasi commovente...
Azzeccata anche la trovata di mettere quegli strani rumori di sottofondo, per evitare di rendere il pezzo troppo lacrimevole... insomma, un classico!
Dall'album Some Great Reward del 1984, musica parole e voce di Martin Lee Gore:
Voglio qualcuno che condivida
Condivida il resto della mia vita
Condivida i miei pensieri più profondi
Conosca i miei particolari più intimi
Qualcuno che starà al mio fianco
E mi darà il suo aiuto
Ed in cambio
Riceverà il mio aiuto
Lei mi ascolterà
Quando vorrò parlare
Del mondo in cui viviamo
E della vita in generale
Nonostante i miei punti di vista possano essere sbagliati
Non credo che tutti avrebbero avuto il coraggio di scrivere un testo come quello di Blasphemous Rumors, ancor di più un gruppo pop. Ma l'arte, si sa, è libera, e le parole di Martin Gore esprimono con chiarezza un punto di vista largamente diffuso (anche da me), in pratica: perché se Dio esiste accadono certe cose?.
Nelle strofe si parla di due storie di due ragazze molto giovani, entrambe finite male, una morta suicida e l'altra in un incidente stradale, mentre i versi del chorus martellante, diventati famosissimi, dicono: Ma penso che Dio abbia un macabro senso dell'umorismo /e quando muoio mi aspetto di trovarlo che ride.
Per quanto riguarda il mio punto di vista sulla cosa, ho sempre pensato che per le persone a cui non è mai accaduto niente di veramente grave (e sottolineo veramente) nella vita, sia fin troppo facile credere in Dio ed essere religiosi... se invece ti succedono, sei portato inevitabilmente a farti domande, e con ogni probabilità, non ne uscirai fuori facilmente e comunque non con le medesime convinzioni di prima.
Il punto è questo: le cose accadono per una ragione? E se accadono senza ragione "perché proprio a me"?
Se dio esiste, deve avere veramente un umorismo malato per accettare che accadano, specialmente il nostro dio cristiano: non esiste niente in grado di giustificare un grande dolore, NIENTE.
Non accetto che la religione mi venga a dire che devo soffrire per questo o per quello: NON LO MERITA NESSUNO. A tal proposito si veda l'ottusità della Chiesa riguardo a questioni attualissime come l'eutanasìa: la religione deve starne fuori! Esiste qualcosa che va al di là della religione, ed è il senso di umanità nella sua accezione più ampia possibile: NOI SIAMO ESSERI UMANI ANCOR PRIMA DI ESSERE CREDENTI!
C'è gente che reagisce alle tragedie attaccandosi ancor più fanaticamente alla religione, ed altri che smettono di credere. Mi rendo conto che si tratta di un argomento forse troppo complesso da affrontare in uno spazio come questo soprattutto perché tira in ballo un tema che secondo me è ancora più delicato della fede: il dolore umano. Lungi da me imporre un'opinione che è solo la mia.
L'unica cosa certa, è che a chi rimane o a chi sopravvive, non resta altro da fare che accettare i nostri limiti in questa vita.
Girl of 16
Whole life ahead of her
Slashed her wrists
Bored with life
Didn't succeed
Thank the lord
For small mercies
Fighting back the tears
Mother reads the note again
16 candles burn in her mind
She takes the blame
It's always the same
She goes down on her knees
And prays
I don't want to start
Any blasphemous rumours
But I think that God's
Got a sick sense of humour
And when I die
I expect to find Him laughing
Girl of 18
Fell in love with everything
Found new life
In Jesus Christ
Hit by a car
Ended up
On a life support machine
Summer's day
As she passed away
Birds were singing
In the summer sky
Then came the rain
And once again
A tear fell
From her mother's eye
Voci blasfeme
Ragazza 16enne, tutta la sua vita davanti
Tagliatasi le vene, stanca della vita
Non ce l'ha fatta, rendiamo grazie a Dio
Per [queste] piccole misericordie
Combattendo [per trattenere] le lacrime, la madre legge di nuovo il biglietto
Sedici candeline bruciate nella sua mente
Si accolla lei tutta la colpa, è sempre la stessa scena
Si inginocchia e prega
[Ora] Non voglio dare adito a voci blasfeme
Ma penso che Dio abbia un macabro senso dell'umorismo
E quando muoio mi aspetto di trovarLo che ride
Ragazza 18enne, innamorata di tutto
Ha trovato una nuova vita in Gesù Cristo
Investita da una macchina, ha terminato la sua corsa
Su un macchinario che le rende possibile vivere
[Era] Un giorno d'estate, quando se ne andò
Gli uccelli stavano cantando nel cielo estivo
Poi venne la pioggia, ed ancora una volta
Una lacrima cadde dall'occhio di sua madre
[Ora] Non voglio dare adito a voci blasfeme
Ma penso che Dio abbia un macabro senso dell'umorismo
Qualsiasi protesta contro l'evacuazione d'emergenza
può compromettere la vostra capacità di azionare i macchinari
Non so dire cosa significhi esattamente per me
State alla larga dai bambini
Non parlate agli estranei
Ricavate la vostra filosofia da un adesivo per paraurti
Avviso, vivere senza preavviso
Avviso, vivere senza preavviso
Famiglie meno incasinate e comunità blindate?
Vi siete ricordati di pagare le bollette?
Attenzione: sigillo di polizia: non vi conviene oltrepassare
Chi è quello davvero pericoloso, io o lo sbirro?
Igienizzazione, data di scadenza, mettere tutto in discussione?
O tenere la bocca chiusa ed essere vittima dell'autorità
Avviso, vivere senza preavviso
Avviso, vivere senza preavviso
Famiglie meno incasinate e comunità blindate?
Vi siete ricordati di pagare le bollette?
Attenzione: sigillo di polizia: non vi conviene oltrepassare
Chi è quello davvero pericoloso, io o lo sbirro?
Igienizzazione, data di scadenza, mettere tutto in discussione?
O tenere la bocca chiusa ed essere vittima dell'autorità
Avviso, vivere senza preavviso
Avviso, vivere senza preavviso
Questo era un annuncio di pubblica utilità
era solo una prova
Interpretazione del testo La titletrack, che dà anche il titolo all'album, è uno di quei pezzi del disco che mettono in luce, in maniera chiara, una precisa presa di posizione. In questo caso, come pure in "Minority" (uno dei miei pezzi preferiti in assoluto dei GD), si parla del rapporto società-individuo. A partire già dal terzo verso (Emergency evacuation protest/May impair your ability to operate machinery) che in pratica dice questo: alla società non importa se vai a picco, l'importante è che tu svolga la tua "funzione", e dunque anche durante una situazione d'emergenza devi restare al tuo posto e fare il tuo lavoro, perché sei parte di un sistema (che deve dare profitto). I versi successivi (Can't quite tell, just what it means to me... ecc...) criticano la morale sociale utilizzando luoghi comuni ("non parlate agli estranei") che in realtà valgono ben poco, perché in questo caso, anche se parlare agli estranei è riconosciuta come una cosa comunemente pericolosa, in realtà ci sono ben altri "pericoli" nella società moderna, nascosti e molto più infidi rispetto a quelli considerati dalla gente. Tenendo conto del tema della canzone, cioè l'esortazione a vivere e a pensare con la testa propria, questi ultimi versi si potrebbero interpretare anche più semplicemente, ovvero come un invito di ribellione alla sacrosanta morale della massa. Il verso Get your philosophy from a bumper sticker, avvalora entrambe le ipotesi, ma allo stesso tempo secondo me può essere interpretato in due modi: uno negativo, in cui, come si faceva nei versi precedenti, si dice che in questa società si può trarre la propria morale da cose abbiette, come un adesivo paraurti; uno positivo, in cui si tratta di una proposta, ovvero: "prendi pure la tua filosofia da un adesivo per paraurti, se ti va" (l'importante è che sia tu a scegliere, che tu sia libero).
Nella seconda strofa è contenuto un verso fenomenale: Is the cop or am I the one that's really dangerous. Questo verso mi ricorda molto l'inizio di "Guns of Brixton" dei Clash (Quando prenderanno a calci la tua portaCome conti di uscirne? Con le mani in alto O sul grilletto della pistola?), nel quale in pratica si dice che puoi scegliere se perdere senza reagire, o perdere combattendo, e quindi con dignità.
Qui si dice una cosa analoga: siamo sicuri che sia lo sbirro, che rappresenta la società, e non io ad essere più pericoloso? È un'incitazione a ribellarsi contro le ingiustizie che vediamo, ed allo stesso tempo una dichiarazione della rabbia che queste generano.
Infatti alla fine della strofa si dice: "metti tutto in discussione, oppure tieni la bocca chiusa e rimani vittima dell'autorità".
Questi versi sono la chiave dell'intera canzone, il cui significato si potrebbe riassumere così: "pensate con la vostra testa, invece di accettare passivamente quello che la società vi propone, perché alla società non importa niente di voi, se non per il fatto che vive sulla vostra pelle. Quindi, se credete che sia il caso, fatevi sentire, ribellatevi!".
Il fatto è che prima poi si arriva al punto in cui gli interessi del singolo e quelli della maggioranza non combaciano, ed allora bisogna scegliere cosa fare: o si rinuncia a qualcosa, oppure ci si ribella per difenderla.
Infine, ai versi conclusivi (che poi sono quelli di apertura) dò un'interpretazione personale: Billie Joe non vuole imporre a nessuno il suo punto di vista, è come se avesse voluto solamente mettere in luce i concetti. Spetta ad ognuno decidere.
Spero di essermi spiegata bene, comunque per comprendere ancora meglio l'argomento basta che andate a leggervi la traduzione di "Minority", il cui testo è ancora più esplicito a riguardo.
The Feather Fan - a blog by Grace.
Questo spazio nasce dal desiderio di condividere tutto ciò che trovo bello, perciò racchiude una quantità di temi vari come i miei interessi... Le passioni sono il sale della vita e quando pensiamo che qualcosa sia bello, in realtà ci richiamiamo alla bellezza che è dentro di noi.
La bellezza, proprio come le piume, è frivola ma mai inutile.