n.15: "If It's In You" - Syd Barrett

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Questo è un giorno speciale per vari motivi (uno di questi: l'anniversario della creazione del presente blog), perciò meritava un pezzo speciale. Ormai è lampante quanto io ami Syd...
Beh, questa è la mia canzone preferita di Syd, almeno per il momento...
Il fatto è che è così divertente, una specie di accozzaglia di parole buttate lì, le prime che gli venivano in mente, associate solo per il gusto del suono (il verso su Henrietta credo sia il mio preferito): lui aveva proprio questo lato ludico, che non è rintracciabile in nessun altro artista.
Eppure questa non è una filastrocca, ma anche un po' un delirio: è come uno sfogo di una persona che si sente oppressa fino al limite della pazzia, che butta fuori ciò che ha dentro. Insomma, è proprio lui.
Il brano è cantato in maniera abbastanza aggressiva con le sue allitterazioni (qui più che in altre canzoni, prominente l'influenza di Lear); è divertente perché in certi punti Syd sembra fermarsi, come se avesse delle incertezza sulle parole da pronunciare. Non so dirvi con certezza se If it's in you sia una canzone scritta da prima o nata sul momento, come effettivamente appare. Nella versione che ho io succede una cosa abbastanza buffa: Syd si interrompe appena dopo aver iniziato a cantare ("Yes, I'm thinking..." = "Si, io sto pensando..." !!!), come se qualcosa della canzone non gli andasse del tutto a genio e si mette a dire:

look you know, I'll start again ,I'll start again...
its no, its just the fact you know going through it, I mean if you if we could cut...

Poi si sente una specie di risposta dall'altra parte che non si capisce bene (credo gli abbiano detto una cosa simile: "ritorna a cantare"). Pare sia la voce di Gilmour, ma boh! Immaginatevi tutta la registrazione dell'album così!
Come tutti sappiamo la monelleria di Syd e la sua ingestibilità erano leggendarie, e registrare con lui era un vero calvario.
In ogni caso rimane una canzone divertente e straziante (similmente a Dark Globe) contemporaneamente:


Yes I'm thinking of this, yes I am
Puddle town, Tom was the underground

Hold you tighter so close, yes you are
Please hold on to the steel rail
Colonel with gloves
He isn't loved on 'Sundays Mail'
All the fives crock Henrietta
She's mean go-getter
Gotta write her a letter.
Did I wink of this, I am
Yum, yummy, yum, don't, yummy, yum, yom, yom...
Yes, I'm thinking of this, in steam
Skeleton kissed to the steel rail
Fleas in Pamela
Chugging along with a funnel of steam
All the fives crock Henrietta
She's mean go-getter
Gotta write her a letter...


Sì, sto pensando a questo,sì io sono
Torbida città,Tom era sottoterra
Ti tengo stretta così vicino, sì tu sei
Per favore si regga alla ringhiera d’acciaio
Colonnello coi guanti
Non è amato sul Sunday Mail
Tutt’e cinque rendono inabile Henrietta
È un’arrivista
Devo scriverle una lettera
Ho forse ammiccato, io?
Yum,gustoso,yum, non farlo,gustoso,yum,yom,yom…
Sì, sto esattamente pensando a questo,in vapore
Lo scheletro baciava la barra d’acciaio
Seccava in Pamela
Sbuffando insieme con un’imbuto di vapore
Tutt’e cinque rendono inabile Henrietta
È un’arrivista
Devo scriverle una lettera

n.14: "Miles Away" - Madonna

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La ammiro molto come donna, ma purtroppo come cantante penso sia stata una vera rovina per la storia della musica... perché se non avesse dato il via lei, ora non avremmo questa eccedenza di popstar inutili e tutte uguali che strumentalizzano il sesso per fare carriera, ma che non fanno "musica".


Mi sono appena svegliata da un sogno confuso
Non crederesti mai a quello che ho visto
Ho guardato nello specchio e ho visto il tuo volto
Tu guardavi me ed eri miglia lontano

Tutti i miei sogni svaniscono
Non sarò più la stessa
Se tu potessi vedermi nel modo in cui vedi te stesso
Non posso fingere di essere qualcun altro

Mi ami sempre di più quando siamo
Miglia lontano
Lo sento nella tua voce quando sei
Miglia lontano
Tu non hai paura a parlarmi
Miglia lontano
Suppongo che siamo al nostro meglio quando siamo
Miglia lontano

Così lontano, così lontano…

Quando non c’è nessuno in giro allora ti ho qui
Comincio a vedere l’immagine, diventa così chiaro
Tu hai sempre il cuore più grande
quando siamo a 6000 miglia di distanza

Troppo suono o per niente suono
Il silenzio di disagio può essere così rumoroso
Quelle tre parole non sono mai abbastanza
quando l'amore è a distanza

(…)

Sto bene
Non essere dispiaciuto, ma è vero
Che quando me ne sarò andata ti renderai conto
che sono la cosa migliore che ti sia mai capitata

n.13: "Hang On" - Savn

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Come sempre il mio papi è più aggiornato di me sul metal ed è lui che mi fa scoprire le cose migliori... !!! È stato lui a farmi conoscere i Leaves' Eyes (dei quali parlerò prossimamente, dato che è uscito il nuovo lavoro), che in poco tempo sono diventati uno tra i miei gruppi preferiti e sicuramente il mio preferito in assoluto tra quelli che suonano metal sinfonico...
Qui non ci allontaniamo tanto, perché in questa neonata band milita Carmen, la sorella di Liv, e questo fatto, in quanto a vocalità, è già una garanzia... a parte ciò, però, la musica dei Savn, così come la voce di Carmen, meritano di essere apprezzati per quello che sono, senza essere comparati per forza ad altri (Carmen in primis ha espresso la volontà di non essere più accostata a sua sorella maggiore).
Il loro omonimo album di debutto, composto da nove tracce, è un ottimo esempio di metal suonato con mestiere e onestà: un occhio al pop, ma non troppo, omogeneità, solidità e belle canzoni. Una prova assolutamente soddisfacente che contiene alcune perle, come il pezzo scelto come primo singolo, Hang On, che non esito a definire uno dei migliori usciti. Questi gruppi sono lontani anni luce dalle mere svolte commerciali che in questi ultimi tempi stanno caratterizzando i lavori delle band di punta di questo genere.


Hang on
Don't say the word good bye.

By myself I drift away
No destination
Off course I've strayed
In stormy waters I've rowed enough
The swallows rocks have been too rough.

I will let go
Time to close my eyes
The pain is still here
No matter how hard I try.

Hang on
Hang on
Don't say the word good bye
It's too soon 
It's too soon for you to die
Hang on
Hang on
I wish for you to stay 
Please don't leave
We can always find away
(There's always a way)

In my dreams I see myself drown
In slow motion I'm falling down
I'll abandon this sinking ship
Before it finally hits the ground


n.12: soundtrack per il film Hook Capitan Uncino - John Williams

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Oggi avevo altri programmi, ma mi è sembrato giusto rendere un piccolo omaggio ad uno dei più grandi attori hollywoodiani moderni, Robin Williams, venuto a mancare ieri a 63 anni nella sua villa in California. Si suppone il suicidio... su questa vicenda non voglio dire niente, se non che ciò che si trova nell'animo di un essere umano è un mistero inspiegabile, e solo ognuno di noi può sapere fino in fondo cosa proviamo, nessun altro... 
L'unica cosa di cui sono sicura è che lui non vorrebbe essere ricordato con tristezza, ma in allegria: la stessa allegria che per anni ha trasmesso a noi attraverso ruoli indimenticabili, sia sul grande che sul piccolo schermo.
A cominciare da quel telefilm, Mork & Mindy, che lanciò il suo indiscusso talento comico; una serie rcordata con molto affetto dalla generazione dei miei genitori... 
A me che sono cresciuta nei Novanta rimarrà impresso innanzitutto come il professore de L'attimo fuggente (un film classico da far vedere nelle scuole: io l'ho visto sia alle medie che alle superiori), ma soprattutto  per Jumanji.
Un'altra pellicola che conosciamo tutti è Hook, in cui interpretava il ruolo di un Peter Pan cresciuto: la bellissima colonna sonora era musicata da John Williams (il RE delle colonne sonore):


Tutti noi dovremmo ricordare Robin non per il suo malessere personale, ma per il suo sorriso contagioso, pieno di gentilezza e gioia sincera.

REST IN PEACE, ROBIN

n.11: "Brian Wilson Said" - Tears For Fears

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Oggi la playlist propone una delle mie band preferite, e anche una delle più sottovalutate della storia della musica: i Tears For Fears. Duo britannico composto da Roland Orzabal e Curt Smith, spopolarono negli anni '80 grazie a hit quali Shout, Everybody Wants To Rule The World, Mad World e altre ancora (sono uno di quei gruppi di cui si conoscono almeno dieci canzoni senza saperlo).
In quel decennio i TFF erano pari ad un altro gruppo, i Depeche Mode, con i quali avevano molte cose in comune, come l'anno di formazione (il 1981), una certa tendenza alle atmosfere dark (in netta opposizione alla moda del tempo) e lo stesso genere cioè la pop-dance. Molti parlano di new romantic, new wave ecc... ma io li definirei semplicisticamente pop - però pop fatto come si deve!
L'unica differenza tra le due band è che mentre gli ultimi sarebbero "sbocciati" solo negli anni '90, all'epoca i Tears For Fears avevano già raggiunto la maturità nella composizione ed erano in grado di creare pezzi raffinati e album interessanti (i primi tre sono i migliori).
Parecchi critici li sentono molto beatlesiani, e in effetti l'orecchiabilità e l'ispirazione ai Fab Four sono evidenti, ma sarebbe limitativo restringere così il campo delle influenze.
Già solo ascoltando la stranota Shout, che sfora gli otto minuti, è facile capire che una canzone che dura così tanto per diventare una hit deve aver qualcosa in più.
Io per la playlist ho scelto uno dei loro singoli meno noti, ma anche uno dei più originali. È contenuto nell'ottimo disco Elemental, pubblicato nel 1993 quando Smith era ormai fuori dal gruppo, disco conosciuto soprattutto per Break It Down Again.


I Tears For Fears avrebbero potuto raggiungere lo status dei depeche, se non si fossero bruciati nella peggiore delle maniere, come succede a molte altre formazioni valide.
Agli albori del nuovo decennio la situazione era ormai alle corde, sia nella scena musicale che tra di loro: si divisero perché era diventato impossibile stare insieme e perché si odiavano. Per tutto il resto del decennio non fecero che sputarsi addosso veleno a distanza.
Ovviamente qualche anno fa si sono anche riuniti, ma oramai era troppo tardi per rinverdire i fasti di un tempo.
Nonostante ciò, restano le loro canzoni.

n.10: "Are You Happy Now?" - Michelle Branch

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n.9: "I'll Fly For You" - Spandau Ballett

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Se fossi nata negli anni '80 avrei dovuto scegliere tra i Duran Duran e gli Spandau... io propendo più per secondi; questa canzone è bellissima:


n.8: "Forever Yellow Skies" - The Cranberries

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I Cranberries sono stati una delle colonne sonore degli anni '90. 
Alle ortiche (o meglio, ai mirtilli) chi ritiene che siano troppo melodici, non abbastanza rock o non abbastanza qualcos'altro!...
Io li ho conosciuti meglio in occasione di un loro concerto in Italia, che è stato il primo a cui io sia andata, o quasi, e perciò vi sono particolarmente affezionata. Tutti i loro album sono indiscutibilmente belli, e loro la componente melodica ce l'hanno nel sangue dato che sono irlandesi. A un certo punto sembrò - vuoi che scrivessero testi che trattavano di attualità, vuoi che furono intercettati dal Pavarotti - che fossero sulla buona strada per diventare una specie di U2 con donna alla voce. 
Alla fine però come gruppo sono assomigliati sempre e solo a loro stessi.
Il fatto che ci sia una vocalist femmina alla guida di un gruppo di uomini è una cosa in più, non in meno, dato che casi simili sono davvero pochi
A Dolores va la mia stima sia come cantante (ha una voce meravigliosa) che come essere umano per ciò che passato. 
Dopo anni dalla rottura e i due dischi da solista di Dolores, c'è stata la reunion, a cui è seguito un album, Roses, che purtroppo non ha raccolto il successo sperato.
Spero che in futuro facciano qualcosa, o quantomeno di poter ascoltare ancora la voce di Dolores.

n.7: "Slither" - Velvet Revolver

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I VR sono (erano) la band formata dai componenti dei Guns N' Roses meno quel trombone sfiatato di Axl , sostituito dal molto migliore Scott Weiland (voce e meriti ampiamente riconosciuti). Devo esser sincera, i Guns non mi sono mai andati molto a genio per vari motivi, primi tra tutti il fatto che tra Axl e Courtney Love non scorra buon sangue, e poi per quel genere di hard rock stereotipato e maschilista che facevano... ma hanno scritto belle canzoni, non lo nego, e poi c'è Slash (Slash!)...
Peccato solo che come cantante (?) avessero un gallinaccio senza voce come Axl che si aggirava sul palco in boxer! Anche i loro video non mi sono mai piaciuti: li trovo abbastanza ridicoli.
I Velvet Revolver mi erano molto più simpatici: in ogni caso ora il gruppo è entrato in pausa indefinita, vuoi per i vari progetti collaterali dei membri, dopo che Scott ha lasciato la band.
È stato un errore madornale: Slash vagheggia che dovrebbero trovare un nuovo frontman, ma sarà dura rimpiazzare uno come Weiland.
I VR hanno pubblicato due ottimi, superadrenalinici album (dove ogni tanto l'adrenalina è interrotta da belle ballads), ovvero Contraband e Libertad, abbastanza simili tra loro.
Forse proporre Slither è un po' banale, ma è il videoclip che mi è rimasto di più, probabilmente perché c'è uno Scott che sprizza erotismo (non sarà bellissimo, ma lasciatemelo dire: i cantanti sexy sono pochissimi, e lui è uno di questi - comunque, come mai ci ho messo così tanto a capire che il suo modo di muoversi mi ricorda quello di Mick Jagger???)


Non so cosa darei per essere in prima fila ad un live di Scott!

n.6: "Rather Be" - Clean Bandit

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n.5: "Bitter Sweet Symphony" - The Verve

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Il brano precedente (di Michael Jackson) parlava del cambiare se stessi, invece al contrario quello che ho scelto oggi parla di quanto sia importante rimanere fedeli al proprio modo di essere, senza farsi condizionare dagli altri o da ciò che la vita ci pone davanti. Sono le due facce della medaglia.
È una delle mie canzoni preferite in assoluto (molto probabilmente tra le prime dieci preferite in assoluto) per svariate ragioni, e dopo anni e anni non smette di piacermi; in realtà, non ho ancora conosciuto una persona a cui non piaccia...
I Verve assieme a Blur e Oasis erano gli alfieri del Brit-pop nei Novanta: ho già detto che di questi tre io sono per i Blur, presenti nella scorsa playlist.
Uno dei motivi per i quali il pezzo mi piace ed ha avuto successo è ovviamente il videoclip: secondo me è uno dei più belli di tutti i tempi. 
È di una semplicità totale, ma d'impatto: c'è solo Richard che cammina su una strada, tirando dritto, non lasciando che nulla ostacoli la sua direzione: per questo alcune volte finisce per scontrarsi con i passanti, o addirittura è costretto a passare sopra ad un auto che gli tagliava la strada. A quel punto la conducente esce fuori e si mette di traverso, dicendogliene di ogni, ma lui non si ferma e alla fine lei si stanca e va via.
C'è ogni tipo di persona: c'è anche chi si scansa per lasciarlo passare, chi lo guarda sorpreso di tale determinazione, chi rimane indifferente... Insomma, è una metafora sulla vita, ma la cosa più bella è che mentre continua ad andare avanti lui ha uno sguardo sereno, calmo...
Nella scena finale, molto bella, gli altri componenti della band lo raggiungono e si uniscono a lui. Invece all'inizio è significativo che parta da un cantiere stradale con una freccia che indica una direzione differente da quella che prenderà.
Anche il testo del brano è bellissimo, e pare che fu ispirato ad Ashcroft da ciò che la madre gli diceva quando era piccolo. 
Seppur la canzone sia stata eletta dalla bibbia del rock Rolling Stone come una delle migliori di sempre, i Verve ne hanno ricavato parecchie grane perché, com'è risaputo, la parte con gli archi è un campionamento dai Rolling Stones. Ma questo non la sminuisce.
Il video è diretto da Walter Stern, e la strada lungo cui cammina Richard è la Hoxton Street di Londra.
Ho immaginato spesso di mettermi a camminare per strada come fa lui, mi chiedo cosa accadrebbe.


una piccola nota: per i testi originali delle canzoni vi consiglio di andare su lyrics.wikia, perché spesso e volentieri sul web ne girano versioni imprecise... 
Anche per le traduzioni è lo stesso: io cerco sempre di pubblicarle il più precise possibili, le controllo o traduco, in modo particolare quelle che propongo in queste playlist. 
Anche la seguente traduzione è stata fatta da me dal testo ufficiale:

Perché è una sinfonia dolceamara, questa vita
che cerca di far coincidere gli estremi
sei uno schiavo dei soldi e poi muori
Ti porterò sull’unica strada che io abbia mai percorso
lo sai, quella che ti conduce nei luoghi in cui
tutte le fila si ricongiungono, si


Nessun cambiamento, io potrei cambiare
potrei cambiare, potrei cambiare
ma io sono qui nel mio modo, 
sono fermo nel mio modo 
Ma io sono un milione di persone diverse
da un giorno all’altro
Io non posso cambiare il mio modo
No, no, no, no, no


Bene, io non prego mai
ma stanotte sono in ginocchio, si
ho bisogno di udire alcuni suoni che mi facciano riconoscere il dolore che c’è in me, si
lascio che la mia melodia splenda, che purifichi la mia mente, mi sento libero ora
Ma le strade sono pulite e non c’è nessuno che canti per me ora
 

Nessun cambiamento, io potrei cambiare
potrei cambiare, potrei cambiare
ma io sono qui nel mio modo, 
sono fermo nel mio modo 
E sono un milione di persone diverse
da un giorno all’altro
Io non posso cambiare il mio modo
No, no, no, no, no


(ci hai mai camminato?)
Non posso cambiare
Non posso cambiare

Perché è una sinfonia dolceamara, questa vita
che cerca di far coincidere gli estremi
che cerca di farti trovare i soldi e poi muori


Sai, io potrei cambiare, potrei cambiare

ma io sono qui nel mio modo, 
sono fermo nel mio modo 
E sono un milione di persone diverse
da un giorno all’altro
Io non posso cambiare il mio modo
No, no, no, no, no


Tu devi cambiare il mio modo no, no, no
(è solo sesso e violenza, melodia e silenzio)
(devo, non posso cambiare la mia violenza, melodia e silenzio)
(devo, non posso cambiare la mia violenza, melodia e silenzio)

n.4: "Man In The Mirror" - Michael Jackson

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Lo so, può sembrare banale inserire lui nella playlist, ma questa canzone mi piace proprio tanto ed è una di quelle che sento più vicine a me in questo periodo.
Io non sono una fan accanita di Jackson, nonostante riconosca la sua indubbia, gigantesca statura artistica, ma a onor del vero lo ascoltavo e compravo i suoi cd prima che ci fosse l'esplosione mediatica dovuta alla sua morte.
Ora vedo persone che non capiscono un'acca di musica e che ignoravano Michael fino ad un attimo prima, dichiarare di amarlo alla follia (nella maggior parte dei casi senza conoscere quasi per niente la sua produzione musicale)... in pratica ora sono tutti suoi fans, ma in fondo tanto meglio che venga apprezzato dato che se lo merita.
Io ho un ricordo particolare legato alla data della sua morte, perché per un caso, quel giorno avevo l'esame di maturità: ricordo che quella mattina sono entrata nell'ingresso della scuola, e la prima cosa che mi hanno detto i miei compagni è stata "è morto Michael Jackson". Non ci potevo credere. 
Tutti, invece di parlare dell'esame, parlavano di lui! È una cosa che non mi dimenticherò mai.
Penso che sia il modo in cui si sta comportando la sua famiglia dopo la sua morte, che il fatto che venga raschiato il fondo tirando fuori vecchi pezzi scartati (riproposti come singoli!) siano cose di cui lui sarebbe parecchio scontento se fosse ancora vivo. 
Su di lui si possono avere dubbi quanto vuoi, ma non su questo: che fosse un professionista e che tenesse in maniera particolare ai suoi fan (molto di più della maggior parte dei grandi artisti pop). Michael era un perfezionista assoluto, e non credo che avrebbe accettato di proporre al suo pubblico pezzi di second'ordine.
Ritorniamo a questo brano: è tratto dell'album Bad (1987), ed è uno dei pochi non scritti da lui. In realtà l'autore aveva un po' di timore a proporlo a Michael, ma lui invece lo apprezzò molto e decise di cantarlo, anche se con alcune modifiche.
La canzone e Heal The World sono equiparabili, ma tra le due preferisco questa, anche se ad Heal The World sono affezionata, perché la cantai ad un recital scolastico alle elementari!
Sulla pagina di Wikipedia potete trovare l'elenco di tutto ciò che è presente nel videoclip.
L'interpretazione è intensa e commovente, come si conviene all'argomento: il testo parla di un uomo che decide di cambiare se stesso, perché si è accorto che è l'unico modo che ha per rendere il mondo un posto migliore. È un messaggio tutt'altro che banale, perché spesso ci lamentiamo della situazione generale come se non potessimo farci nulla - penso anche al nostro Paese - ma non consideriamo che in realtà tutti i cambiamenti iniziano dalle persone. 
La società è composta di individui; riuscire a modificare il sistema o gli altri è difficile, ma da soli si può provare a cambiare se stessi (ci vuole forza, ma è il lavoro che ogni essere umano dovrebbe fare).
In particolare, nella canzone, il cambiamento in questione è una presa di posizione, di responsabilità rispetto a quello che accade attorno: infatti il primo passo è proprio prendere coscienza, dire non sono più disposto a fare l'indifferente: io non sono così, sono una persona migliore, a cui importa.
Il mio verso preferito è "Who am I To Be Blind": nessuno di noi è cieco, si finge soltanto di non vedere le cose.



Sto per fare un cambiamento 
per una volta nella mia vita 
dovrà fare sentire veramente bene 
fare la differenza 
essere una cosa giusta 

Come al solito alzo il colletto del 
mio cappotto preferito 
questo vento soffia la mia mente 
Vedo i ragazzini nella strada 
senza abbastanza cibo 
chi sono io per essere cieco 
e fingere di non vedere 
i loro bisogni?
Una noncuranza estiva 
una bottiglia rotta in cima 
e un’altra anima di un uomo 
Loro s’inseguono nel vento lo sai 
perché non hanno alcun posto dove andare 
è per questo che io voglio che tu sappia 

Sto iniziando dall’uomo nello specchio 
gli ho chiesto di cambiare com'è
e nessun messaggio avrebbe potuto essere
più chiaro 
Se tu vuoi rendere il mondo 
un posto migliore,
allora guarda te stesso e fai un cambiamento

Sono stato una vittima 
di un tipo di amore egoistico
questo è il momento in cui ho realizzato 
che ci sono persone senza 
casa, senza un centesimo da prestare 
potevo essere veramente io
quello che fingeva che loro non fossero soli? 

Un salice profondamente spaventato 
il cuore spezzato di qualcuno
e un sogno cancellato 
Loro seguono la scia del 
vento, lo vedi 
perché non hanno un posto dove stare 
è per questo che voglio iniziare con me 

Sto iniziando dall’uomo nello specchio 
gli ho chiesto di cambiare com'è
e nessun messaggio avrebbe potuto essere
più chiaro 
Se tu vuoi rendere il mondo 
un posto migliore,
allora guarda te stesso e fai un cambiamento

Sto iniziando dall’uomo nello specchio 
gli ho chiesto di cambiare com'è
e nessun messaggio può essere 
più chiaro 
se tu vuoi rendere il mondo 
un posto migliore 
(se vuoi rendere il mondo un posto migliore) 
guarda a te stesso e fai un cambiamento 
se vuoi rendere il mondo un posto migliore 
(guarda a te stesso e fai un cambiamento) 
guarda a te stesso e fai un cambiamento 
(guarda a te stesso e fai quel…) 
cambiamento! 


...
devi migliorare le cose, mentre ne hai il tempo 
perché quando chiudi il tuo cuore 
non puoi chiudere anche la tua mente! 

quell'uomo, quell'uomo, quell'uomo, quell'uomo 
uomo, quell'uomo 
con quell'uomo nello specchio 

sai, quell'uomo 
nessun messaggio poteva essere più chiaro 
se vuoi rendere il mondo un posto migliore 

dà uno sguardo a te stesso e poi fai un cambiamento 

io farò un cambiamento 
mi sentirò davvero bene! 
avanti... cambia... 

sollevati, sai 
devi fermare... te stesso! 

sì, fai il cambiamento! 

devo fare un cambiamento, oggi 
uomo nello specchio 
devi, non devi permettere a te stesso... 
fratello... 

sì, fai il cambiamento! 
tu sai che io devo arrivare ad essere 
quell'uomo, quell'uomo 
quell'uomo nello specchio 
tu devi muoverti 
avanti, avanti! 
tu devi alzarti, alzarti 
sì, fai il cambiamento 
alzati e sollevati, adesso! 
uomo nello specchio 

sì, fai il cambiamento 
farò quel cambiamento, avanti! 
uomo nello specchio 
lo sai, lo sai, lo sai! 
cambiamento... fai il cambiamento.